Nel mondo del trading, nessuno opera in isolamento; il mercato finanziario è un ecosistema composto da diversi attori. Ogni ordine di acquisto o di vendita ha dietro di sé un partecipante al mercato, dal singolo trader da casa alle massicce istituzioni finanziarie. Sapere chi sono questi partecipanti e come operano è fondamentale per capire come funzionano i mercati e per migliorare le nostre strategie di trading. In questo capitolo esploreremo i principali attori del mercato: il trader retail, i partecipanti istituzionali, le prop firm e i broker, esaminando cosa fa ciascuno di essi, come interagiscono tra loro e perché è importante comprenderne i ruoli.
Che cos’è un partecipante al mercato?
Un partecipante al mercato è chiunque o qualsiasi entità prenda parte all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Si va dai singoli individui (come te, se investi o fai trading con i tuoi soldi) a enormi organizzazioni come banche, fondi di investimento o società di trading specializzate. Tutti loro, grandi o piccoli, fanno parte del meccanismo che muove i prezzi ogni giorno. In sostanza, quando qualcuno esegue una transazione sul mercato – che si tratti di acquistare azioni, vendere valute o negoziare contratti futures – diventa un partecipante di quel mercato. Comprendere questa varietà di attori ci dà un quadro più chiaro del perché i prezzi si muovono e di chi potrebbe esserci dietro certi movimenti di mercato.
Il trader retail: L’individuo sul mercato
Il trader retail è un operatore individuale che opera sui mercati finanziari con il proprio capitale. A differenza dei grandi attori, solitamente operano tramite piattaforme online dal proprio computer o dispositivo mobile traderprofesional.com. Sebbene ogni trader retail muova quantità di denaro relativamente piccole, collettivamente milioni di trader retail in tutto il mondo forniscono liquidità ai mercati, aiutando a mantenere il trading continuo e contribuendo alla formazione efficiente dei prezzi. Infatti, con la proliferazione di piattaforme di trading accessibili e le basse barriere all’entrata, i singoli trader sono emersi come una forza significativa in grado di influenzare le dinamiche tradizionali del mercato.
L’obiettivo di un trader retail è trarre profitto dalle fluttuazioni dei prezzi di asset come azioni, valute, materie prime o criptovalute. Il loro accesso al mercato avviene solitamente attraverso un broker retail, che consente loro di fare trading con un capitale iniziale relativamente piccolo; grazie a ciò, anche i trader con conti piccoli possono utilizzare strumenti come la leva finanziaria per amplificare la propria esposizione. È importante notare, tuttavia, che il volume totale generato dai trader retail è molto basso rispetto a quello delle istituzioni finanziarie professionali. Ciononostante, la popolarità del trading retail è cresciuta rapidamente, soprattutto nell’ultimo decennio, dimostrando che il potere finanziario non è solo nelle mani delle grandi istituzioni. Eventi recenti hanno dimostrato che, in determinate circostanze, le azioni collettive di molti trader retail (spesso coordinate tramite social network o forum online) possono influenzare notevolmente il prezzo di alcuni asset.

Partecipanti istituzionali: I giganti del mercato
Sotto la categoria dei partecipanti istituzionali troviamo i pesi massimi e i più grandi attori del mercato. Si tratta di entità professionali che gestiscono enormi somme di denaro ed eseguono transazioni ad alto volume. Questo gruppo comprende banche (commerciali e d’investimento), fondi d’investimento (come fondi comuni o fondi pensione), hedge fund, compagnie assicurative, società di gestione patrimoniale e persino banche centrali e governi. La loro influenza sul mercato è considerevole a causa del capitale che controllano e delle risorse informative e tecnologiche a loro disposizione.
Le banche d’investimento e commerciali sono protagonisti chiave. Ad esempio, colossi bancari globali come JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America o Deutsche Bank sono molto attivi sui mercati, sia agevolando le transazioni per i clienti sia facendo trading per conto proprio. Si stima che circa 25 grandi banche – tra cui Deutsche Bank, UBS, HSBC, Barclays e JP Morgan Chase – rappresentino la maggior parte del volume di transazioni giornaliere in mercati come il Forex. Queste istituzioni dispongono di desk di trading specializzati in grado di muovere centinaia di milioni di dollari in pochi istanti e le loro operazioni possono persino influenzare le tendenze dei prezzi, date le loro massicce dimensioni.
Accanto alle banche ci sono i gestori patrimoniali e le società di investimento. Qui troviamo, ad esempio, società come BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo, con circa 9,42 trilioni di dollari in gestione a metà del 2023. Società come questa gestiscono enormi portafogli per conto dei loro clienti (siano essi individui, società o governi) e investono nei mercati globali. I loro obiettivi sono spesso quelli di ottenere rendimenti a lungo termine, gestire il rischio e adempiere agli obblighi verso i loro investitori. Altri esempi di partecipanti istituzionali includono noti hedge fund che cercano rendimenti assoluti attraverso sofisticate strategie speculative e fondi sovrani (di proprietà dei governi) che investono le eccedenze nazionali nei mercati internazionali.
Il vantaggio dei partecipanti istituzionali risiede nella loro scala e nelle loro risorse: dispongono di team di analisti, accesso a informazioni estese o in tempo reale, algoritmi di trading avanzati e la capacità di eseguire ordini di grandi dimensioni senza influire drasticamente sulla liquidità. Le loro decisioni possono muovere i mercati; ad esempio, un singolo ordine massiccio di acquisto o di vendita da parte di un fondo importante può far salire o scendere il prezzo di un’azione. Per questo motivo, sono spesso considerati lo “smart money” o le “balene” del mercato. Tuttavia, hanno anche limiti e obiettivi diversi (molti gestiscono denaro altrui con orizzonti a lungo termine o devono aderire a rigide normative), quindi non cercano sempre le stesse opportunità a breve termine che un trader retail potrebbe cercare.

Prop Firm: Trading con il capitale della società
Negli ultimi anni hanno guadagnato visibilità le cosiddette prop firm (abbreviazione di proprietary trading firms). Queste società si dedicano al trading con il proprio capitale, il che significa che utilizzano il proprio denaro per effettuare transazioni di mercato, anziché gestire i fondi di clienti esterni. Tradizionalmente, il prop trading avveniva all’interno di banche d’investimento o hedge fund che assegnavano parte delle loro risorse a operazioni speculative per il profitto della società stessa. Tuttavia, oggi il termine prop firm è comunemente associato anche a società indipendenti che reclutano trader e forniscono loro il capitale per operare, condividendo i profitti.
Il concetto di base funziona così: una prop firm fornisce fondi a trader esperti affinché possano operare e, in cambio, i trader condividono con la società una percentuale dei profitti realizzati axi.com. In questo modo, un trader può accedere a quantità di capitale molto superiori a quelle che possiede personalmente, aumentando i propri guadagni potenziali (assumendosi al contempo la responsabilità di gestire quel denaro secondo le regole di rischio della società). Per la prop firm, questo modello è un’opportunità per ottenere rendimenti sulle proprie risorse sfruttando le competenze di più trader.
Ad esempio, è comune che queste società offrano programmi in cui un aspirante trader deve dimostrare costanza e controllo del rischio durante una fase di valutazione; se la superano, ricevono un conto finanziato con il capitale della società (diciamo 50.000, 100.000 dollari o più) per iniziare a fare trading. Da quel momento, ogni profitto realizzato viene diviso secondo un rapporto prestabilito (ad esempio, il 20% al trader e l’80% alla società, o viceversa, a seconda della società). Vale la pena notare che il prop trading non è esclusivo delle piccole società: banche come Goldman Sachs o Morgan Stanley hanno storicamente avuto desk di prop trading, e anche i fondi quantitativi o le società di trading ad alta frequenza rientrano in questa categoria quando fanno trading con il proprio denaro.
Per i trader retail, le prop firm offrono un modo per superare i limiti del capitale personale fornendo strumenti professionali, tutoraggio e una maggiore “potenza di fuoco” sul mercato. In cambio, le prop firm si assumono il rischio delle attività dei trader ma impongono controlli rigorosi (come limiti di perdita, noti come drawdown massimi, ecc.) per proteggere il proprio capitale. È importante precisare che qui non menzioneremo nomi specifici di prop firm, ma si tratta di un settore in crescita con molte aziende che competono per attirare trader promettenti.

Broker: Il ponte tra il trader e il mercato
I broker sono intermediari che facilitano la partecipazione di trader e investitori ai mercati finanziari. Quando un trader retail vuole acquistare o vendere, ad esempio, un’azione o una valuta, non opera direttamente in borsa o nel mercato interbancario; si rivolge invece a un broker che esegue l’ordine per suo conto. In altre parole, il broker fornisce la piattaforma e l’accesso al mercato in cambio di una commissione o di uno spread (la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita).
Esistono diversi tipi di broker retail a seconda di come gestiscono le operazioni dei propri clienti:
- Broker Market Maker: Questi broker agiscono come controparte delle operazioni dei loro clienti. Invece di inviare ogni ordine al mercato esterno, a volte “creano un mercato interno”. In pratica, se un trader compra, il broker vende a lui e viceversa. In questo modo, il broker trae profitto dallo spread e di fatto prende la parte opposta dell’operazione del cliente. Questi broker solitamente offrono spread fissi ed esecuzione istantanea, ma esiste un potenziale conflitto di interessi: il broker potrebbe trarre vantaggio quando il cliente perde, poiché è lui che funge da controparte.
- Broker STP (Straight-Through Processing): Sono broker senza dealing-desk che trasmettono gli ordini dei propri clienti direttamente al mercato o a fornitori di liquidità esterni. Non agiscono come controparte, ma piuttosto come un ponte. Solitamente offrono spread variabili e guadagnano addebitando una piccola commissione per operazione o aumentando leggermente gli spread che ricevono dai fornitori di liquidità. Poiché non prendono la parte opposta delle transazioni, riducono al minimo i conflitti di interesse.
- Broker ECN (Electronic Communication Network): Questi broker collegano gli ordini dei propri clienti a una rete elettronica dove molti partecipanti (banche, istituzioni, altri trader) commerciano tra loro. Un broker ECN inserisce essenzialmente l’ordine del cliente in un order book globale, cercando di abbinarlo alla migliore controparte disponibile. Ciò si traduce spesso in spread molto stretti (a volte vicini allo zero, con il broker che aggiunge una commissione esplicita) perché i clienti accedono ai prezzi reali del mercato interbancario. Inoltre, poiché il broker è solo un intermediario e non prende posizioni contro i clienti, non vi è alcun conflitto di interessi con il trader.
Indipendentemente dal tipo, tutti i broker devono essere regolamentati e operare in modo trasparente, poiché gestiscono il denaro e gli ordini dei loro clienti. Alcuni forniscono piattaforme di trading proprie o utilizzano quelle popolari come MetaTrader, e offrono dati in tempo reale, strumenti di analisi e supporto educativo. Esistono anche broker a servizio completo (che offrono consulenza, gestione del portafoglio, ecc.) rispetto ai discount broker online (che forniscono solo l’esecuzione con commissioni basse). Per un trader principiante, comprendere le differenze tra i broker è fondamentale per scegliere dove aprire un conto, poiché ciò influisce sui costi operativi, sulla velocità di esecuzione e sulla sicurezza dei fondi.

Come interagiscono questi partecipanti al mercato
Ora che conosciamo i principali partecipanti, è importante vedere come interagiscono all’interno dell’ecosistema finanziario. Pensa al mercato come a un grande oceano: ci nuotano tutti, dai piccoli pesci (trader retail) alle balene giganti (istituzioni), e ognuno gioca un ruolo nella catena alimentare finanziaria.
- Trader retail e broker: Un trader retail raramente opera direttamente contro un altro specifico trader retail. Solitamente, i suoi ordini vengono incanalati attraverso un broker. Se il broker è un market maker, può prendere l’altro lato dell’ordine. Se è STP/ECN, l’ordine esce verso un mercato più ampio. In tal caso, la controparte dell’ordine del trader retail può finire per essere un partecipante istituzionale che prende la posizione opposta. Ad esempio, se acquisti 1 lotto di EUR/USD tramite il tuo broker ECN, potresti effettivamente “acquistare” quegli euro da una banca o da un fondo che era disposto a vendere sul mercato interbancario. In questo modo, i singoli trader accedono all’immensa liquidità fornita da banche e istituzioni attraverso l’intermediazione dei broker.
- Istituzioni contro istituzioni: I grandi attori operano frequentemente tra loro. Nei mercati organizzati come le borse valori, quando un fondo pensione acquista un massiccio blocco di azioni, il venditore è probabilmente un altro investitore istituzionale (ad esempio, un altro fondo o una banca) che decide di liquidare le proprie partecipazioni. Nel mercato dei cambi, le banche internazionali operano tra loro direttamente o tramite sistemi elettronici (come le piattaforme EBS o Reuters). Inoltre, le banche centrali possono intervenire acquistando o vendendo enormi quantità contro altre banche per influenzare il valore della propria valuta. Questa interazione tra giganti stabilisce le principali tendenze di mercato a lungo termine.
- Le prop firm nell’ecosistema: Le prop firm, fornendo capitale ai trader, agiscono come un ponte tra gli individui e il mercato istituzionale. Quando un trader di una prop firm esegue un’operazione, a seconda di come opera la società, quell’ordine può riflettersi nel mercato più ampio (ad esempio, se la società incanala gli ordini tramite un broker o direttamente in borsa). In molti casi, le prop firm utilizzano broker esterni o accordi con fornitori di liquidità per eseguire gli ordini dei loro trader finanziati, iniettando quindi di fatto ordini nel mercato proprio come qualsiasi altro partecipante istituzionale. La differenza è che dietro quegli ordini c’è un modello di condivisione dei profitti e un controllo del rischio interno. Nell’ecosistema, le prop firm si pongono come attori professionali che aggiungono liquidità e volume, ponendosi a metà strada tra i singoli individui retail e le istituzioni tradizionali.
- Broker e istituzioni (Liquidità): Molti broker retail ottengono i prezzi e la liquidità da partecipanti istituzionali. Ad esempio, un broker Forex ECN si collega a una rete in cui banche e grandi fornitori di liquidità (spesso divisioni di trading di banche) offrono continuamente quotazioni. Il broker aggrega queste quotazioni e mostra ai suoi trader il miglior bid/ask disponibile. Quando i clienti eseguono gli ordini, il broker li abbina alle controparti istituzionali disponibili. Al contrario, un broker market maker potrebbe scegliere di assorbire internamente le operazioni dei piccoli clienti, ma anche loro tendono a coprire il proprio rischio sul mercato all’ingrosso se le posizioni dei loro clienti diventano troppo sbilanciate (ad esempio, se troppi clienti acquistano EUR/USD, il broker potrebbe acquistare EUR/USD da una banca per compensare la propria esposizione). I broker utilizzano anche prime broker (solitamente grandi banche) per accedere al mercato interbancario per conto proprio e dei propri clienti istituzionali. In definitiva, i broker collegano i trader retail alla rete istituzionale e talvolta fungono da strato cuscinetto tra i due.
In sintesi, tutti questi attori sono interconnessi: i prezzi che vediamo sui nostri schermi sono il risultato delle interazioni tra i flussi di ordini istituzionali, le decisioni di innumerevoli investitori individuali e la dinamica globale della domanda e dell’offerta. L’annuncio di una banca centrale può spingere le istituzioni a ribilanciare i propri portafogli, muovendo i prezzi e influenzando sia i trader delle prop firm che quelli retail. Allo stesso tempo, le tendenze innescate dalle comunità di investitori retail possono costringere i fondi a reagire. Il mercato è, in realtà, una conversazione costante tra partecipanti di diverse dimensioni e obiettivi.

Conoscere gli attori per capire il mercato
Capire chi sono i partecipanti al mercato e cosa li motiva offre ai trader un importante vantaggio formativo. Sapere, ad esempio, che un improvviso movimento di prezzo potrebbe essere dovuto all’azione di un grande fondo o di una banca centrale (e non solo alla “casualità” o a un’inspiegabile manipolazione), ci aiuta a interpretare i grafici in modo più efficace. Allo stesso modo, riconoscere che i trader retail a volte si lasciano trascinare dalle notizie a breve termine o dalle emozioni, mentre le istituzioni possono avere piani a lungo termine o strategie di copertura, ci permette di contestualizzare la volatilità quotidiana.
Conoscendo i partecipanti al mercato, possiamo porci domande critiche durante l’analisi: Chi potrebbe comprare a questo livello di prezzo e perché? Si tratta di un’ondata di trader retail che insegue una notizia di tendenza, o è lo smart money (capitale istituzionale) che prende posizioni strategiche? Tali considerazioni possono influenzare le nostre strategie. Ad esempio, molti singoli trader cercano di identificare ciò che fa lo “smart money” per allinearsi ad esso anziché lottare contro corrente.
Inoltre, imparare dalle pratiche istituzionali – come la gestione rigorosa del rischio, l’uso di informazioni fondamentali o le strategie di diversificazione – può migliorare il nostro trading. Capire come un broker esegue i nostri ordini ci rende consapevoli di potenziali costi nascosti o slippage in condizioni di bassa liquidità, preparandoci a gestirli.
In sostanza, il mercato è complesso ma non caotico; è fatto di esseri umani e organizzazioni con dimensioni e motivazioni diverse. Conoscere questo “chi è chi” del trading è una parte essenziale delle basi per ogni aspirante trader. Offre una prospettiva più ampia e professionale per navigare nell’oceano finanziario.
